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In attesa della nostra dimora celeste

 

‘Sappiamo infatti che se questa tenda, che è la nostra abitazione terrena, viene disfatta, noi abbiamo da parte di Dio un edificio, un’abitazione non fatta da mano d’uomo eterna nei cieli’ (2 Corinzi 5:1).

 

Paolo chiama il nostro corpo con il termine ‘tenda’ perché, per quanto la vita possa sembrare lunga dal nostro punto di vista, in realtà essa è solo un vapore che passa velocemente. Il nostro corpo è solamente un’abitazione temporanea e pertanto è importante non essere troppo attaccati a questa vita, né al nostro corpo, né alle cose di questo mondo, perché tutte queste cose passeranno. Quello che ci aspetta non è un’altra tenda, bensì la nostra abitazione celeste, quella dimora che Gesù Cristo sta preparando per noi!

La Bibbia ci dà tanti esempi di persone che vivevano così e sono esempi che possono esserci di grande aiuto. Una di queste persone è Abrahamo. Mentre viveva su questa terra, egli non aveva mai una dimora che fosse veramente sua. Abrahamo però non viveva per quello che possedeva su questa terra, ma aspettava la sua dimora eterna, la città celeste, lo stare nella presenza del Signore Gesù Cristo! ‘Per fede Abrahamo dimorò nella terra promessa, come in paese straniero, abitando in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perché aspettava la città che ha i fondamenti, il cui architetto e costruttore è Dio’ (Ebrei 11:9-10).

Abrahamo, che ha vissuto circa 175 anni, viveva con gli occhi protesi in avanti, aspettando la città celeste. Aveva tanti beni materiali e un figlio che amava tantissimo, però il suo cuore era focalizzato sulla sua eredità eterna, la sua dimora in cielo. Impariamo dal suo esempio! Ebrei capitolo 11 elenca tanti uomini e donne di fede dell’Antico Testamento. Questi credenti sono un esempio per noi di cosa voglia dire ‘vivere per fede’. Esaminando il capitolo undici agli Ebrei, notiamo come queste persone vivevano guardando in avanti verso quella che era la loro dimora eterna, quella dimora che avrebbe consentito loro di poter stare nella presenza di Dio: ‘Perciò da un sol uomo, e questi come fosse morto, sono nati discendenti numerosi come le stelle del cielo e come la sabbia lungo la riva del mare, che non si può contare. Tutti costoro sono morti nella fede, senza aver ricevuto le cose promesse ma, vedutele da lontano, essi ne furono persuasi e le accolsero con gioia, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. Coloro infatti che dicono tali cose dimostrano che cercano una patria. E se avessero veramente avuto in mente quella da cui erano usciti, avrebbero avuto il tempo per ritornarvi. Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; perciò Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, perché ha preparato loro una città’ (Ebrei 11:12-16).

Notiamo che queste persone vivevano riconoscendo di essere forestiere e pellegrine sulla terra. Esse non cercavano la soddisfazione dei loro cuori nelle cose di questa terra, perché cercavano una patria, ovvero, cercavano la loro dimora celeste! Quindi è importante per noi ricordare che oggi siamo solamente in viaggio verso la nostra casa celeste e che lasceremo tutto ciò che riguarda questa vita. Vivendo in questo modo potremo godere di quello che abbiamo su questa terra senza attaccarci ad esso e così, quando arriverà il giorno del nostro trasloco, oppure quando Dio ci toglierà alcune di quelle cose di cui stiamo godendo, questo non ci farà tanto male come ce ne farebbe se il nostro cuore fosse attaccato morbosamente ad esse.

Chi vive tenendo in mente la sua dimora celeste vedrà la vita terrena da un’altra prospettiva, una prospettiva totalmente differente da quella che si ha naturalmente. Infatti, chi vive in questo modo vedrà i problemi molto meno gravi perché saprà che passeranno e che saranno dimenticati per sempre. Guardando al cielo, vedremo le cose di questo mondo che ci tentano e ci fanno stare male in una luce completamente diversa.

Guardare in avanti produce tanta gioia perché si può gioire nella verità di vedere Gesù ed essere accolto da Lui. Questa gioia supera le prove e le difficoltà di questa vita e supera qualsiasi cosa che questo mondo potrebbe offrirci.

Dio ci benedica.

Pastore Samuele Pellerito

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