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Perseveriamo nella fede

“E, dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne ritornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia, confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio’  (Atti 14:21-22).

Vogliamo avere più gioia, e più fede? Allora, leggiamo molto la Bibbia, e quando la leggiamo, ricordiamoci che il Dio della Bibbia è il TUO/NOSTRO Dio. Egli è potente e sovrano oggi come lo era nella Bibbia. Nella Bibbia, Satana non riuscì mai a fermare il piano di Dio, e non ci riesce nemmeno oggi. Ripetutamente in Atti leggiamo della dura opposizione contro chi predica Cristo. Pietro dichiara che non dobbiamo essere sorpresi quando ci troviamo nelle sofferenze per Cristo: “Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella manifestazione della Sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi, poiché lo Spirito di gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi; da parte loro Egli è bestemmiato, ma da parte vostra Egli è glorificato” (1 Pietro 4:12-14).

Paolo e Barnaba, dopo aver fatti molti discepoli a Derbe (e possiamo presumere che avessero anche fortificato quei nuovi credenti), tornarono indietro per rivisitare tutte le chiese che avevano fondato in questo viaggio. Ritornarono a Listra, ad Iconio e ad Antiochia, nonostante avessero subìto dura persecuzione in queste città. In questo, vediamo il loro impegno nel curare bene i credenti che Dio aveva affidato loro. Non pensavano a se stessi, piuttosto pensavano alla gloria di Dio e al bene di quei nuovi credenti. La nostra preghiera è che ciascuno di noi che ha ricevuto il dono della salvezza in Gesù Cristo possa avere così tanto a cuore il desiderio per la gloria di Dio e la salvezza di tanti altri, che possiamo essere pronti a subìre qualunque cosa pur di portare avanti l’opera di Dio.

Notiamo il modo in cui Paolo e Barnaba fortificavano i discepoli in ognuno di queste città. Prima di tutto, sembra chiaro che il loro scopo principale in questa seconda visita in ogni città non era quello di evangelizzare, ma era principalmente di edificare i credenti che Dio aveva salvato nella loro prima visita in ogni città. Per edificare questi credenti, essi confermavano gli animi dei discepoli. Li aiutavano a capire meglio le verità di Dio in modo da poter continuare nel cammino cristiano. Per avere più fede, dobbiamo conoscere sempre di più Dio. E’ in questo modo che siamo confermati. Inoltre, leggiamo che esortavano questi credenti a perseverare nella fede. Dicevano loro che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio. Parlavano chiaramente delle afflizioni, che fanno parte della vita in Cristo.

Oggi, si sentono così tanti discorsi su Dio come di un Dio che vuole solo essere tuo amico e che vuole aiutarti ad avere una vita più bella e con meno problemi. Invece, Paolo e Barnaba incoraggiavano questi giovani credenti annunciando loro che nella vita cristiana ci sono molte afflizioni. Questo è il vero messaggio da annunciare. Certamente la vita cristiana è una vita benedetta, ma è anche una vita con sofferenze e afflizioni. Non dobbiamo predicare un messaggio falso. Nella lettera ai Filippesi, Paolo avvertiva i credenti che la sofferenza fa parte della vita cristiana. “Poiché a voi è stata data la grazia per amore di Cristo, non solo di credere in Lui, ma anche di soffrire per Lui” (Filippesi 1:29 LND). C’è sofferenza, ma fa parte del piano di Dio di purificare e fortificare la nostra fede.

Ci possono essere afflizioni e sofferenze, ma in modo chiaro possiamo contare sulla presenza e sulla cura di Dio, nonostante le difficoltà. Sopra ogni cosa, ricordiamo ancora che Dio è sovrano, e nonostante gli ostacoli che Satana mette, l’opera di Dio in noi va avanti. Lodiamo il nostro Dio potente, e confidiamo in Lui. Egli completerà la buona opera che ha iniziato.

Dio ci benedica.

Pastore Samuele Pellerito

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